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Di Giorgio Baracco

Bamber Jamie


Il Capitano sono io

A pochi episodi dalla conclusione del suo ultimo viaggio diamo la parola ad uno dei protagonisti di Battlestar, Jamie Bamber alias il Capitano Apollo

 

Jamie, sono stato al Comic-Con di San Diego e sono rimasto stupito dal grande entusiasmo che circondava la serie. Ti aspettavi una tale risposta del pubblico quando hai cominciato a lavorare a Battlestar?
Sono stato al Comic-Con nel 2003 all'indomani dell'uscita delle miniserie e nella sala a noi dedicata c'erano forse 200 persone molte delle quali tutt'altro che entusiaste del modo in cui stavamo reinterpretando il telefilm degli anni '70 e i suoi personaggi... Con il passare del tempo quelle persone hanno cambiato opinione ed oltre a loro se ne sono aggiunte moltissime altre... E' bellissimo incontrare i fan, bellissimo condividere con loro momenti ed emozioni perché alla fine si è tutti su una stessa barca: loro amano lo show come se non più di noi attori

 

Hai lavorato per anni fianco a fianco con Richard Hatch, colui che nel primo Battlestar interpretava il Capitano Apollo: avete mai parlato delle differenze tra i due Apollo e di come dovrebbe essere il “vero” Apollo?

Abbiamo discusso molto con lui delle differenze tra i due personaggi e tra le due serie e la cosa che lui mi ha sempre detto è che gli sarebbe piaciuto fare le cose che il mio personaggio fa, che gli sarebbe piaciuto rendere il suo Capitan Apollo più simile al mio Capitan Apollo. Gli sarebbe cioè piaciuto interpretare un personaggio meno monodimensionale, più ambiguo, più compromesso, ma purtroppo per lui non glielo lasciarono fare: o meglio non era il tempo e non era la tv adatta a questo tipo di cose. In ogni caso è stato molto utile avere Richard a bordo.


Eri un fan della prima Battlestar?
Sì o meglio mi piaceva guardarlo anche se all'epoca avrò avuto cinque anni

 
Parlando sempre del tuo personaggio com'è cambiato, se è cambiato, nel corso delle diverse stagioni?
Apollo ha fatto molte cose nel corso delle 4 stagioni: è stato un pilota, è diventato poi un comandante fino a trasformarsi in politico ed è naturale quindi che sia cambiato. Di base però è rimasto sempre un uomo molto ambizioso che cerca costantemente la sfida e che, anche se non lo ammetterà mai, cerca di superare il padre. Il problema è che il padre non è superabile visto che l'Ammiraglio è il comandate in capo perciò vedremo Apollo, cercare delle strade alternative per raggiungere il suo obiettivo.

 

A proposito di Adama puoi parlarci del rapporto di Apollo con il padre?

E' un rapporto molto intenso e molto forte che spesso diventa tempestoso, ma è uno dei punti forti della serie. Il grosso problema per entrambi ma soprattutto per Apollo è il fatto che vivono e lavorano assieme. Noi siamo abituati a pensare che sia naturale che dopo una certa età il figlio lasci il nido paterno per cercare la sua strada, ma nel mondo di Battlestar è ovviamente po' più difficile farlo... Dall'altro canto il fatto che i due siano costretti a vivere insieme e a lavorare assieme rende il loro rapporto molto interessante da esplorare e da osservare

 

Prenderai parte a Caprica? Mi è capitato di vedere il trailer e mi ha davvero molto colpito...
Anch'io ho visto il trailer e mi è molto piaciuto però nessuno dei personaggi di Battlestar prenderà parte perché è ambientato 50 anni nel passato.
 


Qual è il personaggio di Battlestar che preferisci?
In assoluto direi il Colonnello Saul Tigh. Michael Hogan, l'attore che lo interpreta, ha dato nel corso degli anni un'interpretazione magistrale e molto vissuta. Ogni volta che lo vedo mi sembra di percepire la fatica, anche fisica, di questo uomo ormai anziano che fa di tutto pur di rimanere aggrappato alla vita nonostante i suoi gravi problemi d'alcolismo.

 

In questo momento se non sbaglio sta lavorando a Law & Order: UK un telefilm davvero diverso da Battlestar..
Sì sono finito ad interpretare un vero poliziotto in una vera città, un bel salto da Battlestar in effetti! Ma devo dire che mi sta piacendo molto questa nuova esperienza in particolare recitare in una città cosmopolita come Londra a fronte di stare nella sterminata suburbia di Los Angeles. Ovviamente è un qualcosa di completamente diverso da Battlestar e penso che dovrei ritenermi davvero fortutai se avrò di nuovo la chance di lavorare in un telefilm come Battlestar

 

E' vero che hai abitato in Italia e che parli un po' di italiano?
Ho abitato un anno a Pavia per studiare l'italiano ma saranno dieci che non lo parlo più (in italiano...) Mi piace da morire l'Italia purtroppo negli ultimi anni complice il mio lavoro oltreoceano ci sono venuto per non più di uno o due giorni.

 

Tornando a Battlestar in una parola come descriveresti la tua esperienza nella serie?

Life -changing anche se non è una parola sola...



Di Giorgio Baracco

Carter Bridie


La sorella McLeod...

Chi meglio può preparaci della fortunata serie Le Sorelle McLeod se non Tess, l'affascinante protagonista del telefilm australiano? Detto fatto in esclusiva per i lettori di TelefilmMagazine parla Tess...



Allora Bridie, puoi dirmi come è stata la prima volta che hai letto il copione della serie? Più precisamente  che cosa hai pensato e  che sensazioni hai avuto?
Mi ricordo di aver pesato che si trattava sicuramente di un prodotto molto buono che avrebbe potuto avere successo. Uso il condizionale perché come ben saprai ci sono moltissimi  ottimi prodotti che non ottengono successo e vengono chiusi  dopo pochissimo tempo. Comunque quello che mi ha veramente colpito è il fatto che fosse diverso dalla maggioranza dei telefilm che vediamo in tv. È un fatto che la maggioranza dei drama sia ambientata in ospedale o nelle aule giudiziarie o tra poliziotti mentre le Sorelle McLeod offre tutta un'altra storia, tutta un'altra prospettiva



Come ti spieghi il successo della serie? Si tratta di una serie, molto australiana se mi passi l'espressione eppure milioni di persone in giro per il mondo si sono identificate con i suoi personaggi, con la sua storia Come te lo spieghi?
Mah guarda l'ambientazione nella campagna australiana è molto affascinante ed indubbiamente aggiunge un pizzico di esotico al racconto, ma la storia che raccontiamo è una storia assolutamente universale.  Una storia cioè  che parla di amore, di amicizia, di dolore . Una storia in cui chiunque, non importa dove sia nato e vissuto, è in grado di riconoscersi.



Che cosa faresti se avessi una bacchetta magica e che cosa farebbe Tess?
Tess molto probabilmente cercherebbe di fare del bene al mondo, cercherebbe di far si che tutti si comportino in maniera onesta e sincera. Per quanto riguarda la sottoscritta beh grossomodo le stesse cose!



Il tuo personaggio è cambiato molto nel corso delle stagioni , come cambierà nella stagione 6?
Ci saranno cambiamenti profondi, cambiamenti che toccheranno Tess nella sua essenza fino al suo addio.. beh non posso andare oltre non voglio spoilerare



Puoi dirci almeno che impatto avrà la morte di Nick su Tess?

Un impatto devastante, annichilente. Immagina una donna costretta a dire addio all'amore della sua vita, alla  la sua anima gemella. Per sopravvivere a questo shock Tess cercherà di occuparsi di più cose possibili, di tenere la mente occupata, anche se non sarà sufficiente...

Parliamo un po' di te, quando e perché hai deciso di diventare un'attrice?
Ho cominciato a recitare all'età di sei anni  e tutto è sempre stato per me molto naturale. Sono nata e cresciuta in una famiglia di attori e a casa mia ho sempre visto girare scrittori , attori pittori per cui direi che fosse in qualche modo scontato che facessi qualcosa di creativo nella vita.



Nessun rimpianto per aver lasciato le Sorelle McLeod? E che cosa c'è nel futuro di Bridie?

No, nessun rimpianto, la vita è troppo breve per potersi permettere il lusso di avere dei rimpianti. Ho trascorso anni bellissimi lavorando a questo progetto, ma sento di aver bisogno di qualcosa di nuovo, di mettermi un po' in discussione. Per quanto riguarda il presente/futuro ho appena finito di lavorare  ad una piece teatrale e sto per partire con un nuovo progetto.  



Come hai avuto il ruolo e come ti sei preparata per quest'ultimo?

Il ruolo l'ho ottenuto attraverso un normale processo di audizione. In Australia non importa chi tu sia ma per avere un ruolo devi fare dei provini come chiunque altro. Ovviamente ho dovuto studiare molto e ho dovuto fare tantissimo allenamento, in particolare per quel che riguarda l'andare a cavallo. Da buona cittadina, sono nata e cresciuta a Melbourne, non è che avessi dimestichezza con la vita in una fattoria. Molto è stato fatto prima di incominciare a girare la serie ma moltissimo l'ho appreso in itinere. Era un lavoro durissimo perché noi non lavoravamo negli Studios ma negli spazi sconfinati dell'Australia dove tra inverno ed estate c'è un'escursione termica di quasi 50 gradi. Eppure nonostante questo, o forse proprio per questo, il lavoro non mi  mai è mai pesato



Guardando la tua biografia ho visto che hai lavorato in passato in una serie australiana chiamata Murder Call. Un serie che per inciso va in onda adesso anche qui da noi (su Jimmy). Puoi dirci qualcosa di questa esperienza?

Si ricordo è stato diversi anni fa. In realtà ho fatto solo una comparsata in un episodio. Si tratta comunque di una buona serie , sono contenta che sia arrivata anche dalle vostre parti.



Per finire Bridie sei mai stata in Italia? Parli un po' d'italiano?

Purtroppo no. In passato ho girato un po' per l'Europa (Francia e Spagna) ma niente Italia e dire che un mio nonno viene da un paesino vicino a Napoli! Spero in ogni caso di venirci il prima possibile


 



Di Alessandra De Tommasi

McCallum David


NCIS, questo piccolo grande amore

Cosa sarebbe NCIS senza il medico legale Ducky? Lo stesso David McCallum, di ritorno su Rai Due con la sesta stagione, non può fare a meno di dichiararsene innamorato. E a Montecarlo ha spiegato il perchè...
 

 

Ducky è il grande saggio di NCIS, più che un medico legale sembra il padre ed il collante della squadra che fa di nuovo capolino su Rai Due con gli episodi inediti della sesta stagione. Al Monte-Carlo Television Festival ho provato a dirlo direttamente a David McCallum. Risultato? È diventato rosso dall'imbarazzo e si è schermito dicendo che l'anima della serie è Mark Harmon, alias Gibbs. E non è una questione anagrafica, ovviamente.

 

Come definiresti NCIS?
Io considero NCIS come una famiglia disfunzionale dove tutti i membri sono davvero uniti. Il cuore è senza dubbio Mark Harmon, una specie di padre... e lo dico anche se sono più anziano di lui.
 


NCIS è ancora paragonato a CSI, anche se ha più humour. Che ruolo ha Ducky in tutto questo?
Il suo non è black humour, forse i momenti più divertenti sono proprio quelli con il suo assistente, come quando capisce dalle ossa si capisce di avere sul tavolo delle autopsie multipli cadaveri, il che può sembrare buffo, anche se in un modo strano. Ti assicuro però che l'autopsia vera a cui io ho assistito è tutto fuorchè divertente: i medici hanno un grande rispetto per l'essere umano davanti a loro. Quel luogo è sacro e non è nostra intenzione comunque renderlo ridicolo.
 

 

Perchè hai studiato realmente patologia?
Non ne so molto di patologia ma ho cercato di capire almeno cosa stessi facendo e poi con il tempo il mio è diventato un interesse quasi ossessivo: volevo saperne sempre di più, insomma ho capito quanto sia facile morire e finire su quel tavolo e devo dire che questa idea ti dà una prospettiva di vita diversa.
 


NCIS ti tiene lontano da casa per molti mesi l'anno. Come vivi questa situazione?
È vero: quando recitavo il ruolo di Giulio Cesare a Central Park tornavo a casa dal parco in bicicletta, ma nei tanti ruoli teatrali a Broadway comunque lavoravo molte sere a settimana e non avevo occasione di vedere spesso mia moglie. Lei è un interior designer, quindi quando io andavo a lavorare lei tornava a casa. Lo stesso è con Ducky: questo ruolo è un'opportunità che non puoi rifiutare anche se comporta molti sacrifici. All'inizio della serie ero convinto che avremmo girato solo un paio di stagioni e invece ora siamo a sette.
 

 

Come ti organizzi?
Se ho il venerdì libero e parte del lunedì, allora volo da Los Angeles a New York per il weekend e cerco di farlo ogni 3 settimane. Dopo un po' fai l'abitudine all'aereo (dove mandano in onda persino NCIS e io ovviamente lo guardo!), a quel cibo, alla valigia. Mi porto dietro il pc con i film degli Anni 40 e 50 e così inganno il tempo...
 

 

Qual è il prossimo viaggio non lavorativo?
Uno dei Paesi che amo di più è l'Italia. Adoro l'Umbria in particolare, mio figlio è sposato in Italia e mi diverto a fare gite in bicicletta con i consuoceri (lo dice in italiano, ndr.). A Camogli, in Liguria, invece, mi do alle passeggiate. Per il resto, non ho molti sogni: spero di alzarmi domattina e di farlo ogni giorno. Quando diventi anziano fai molto caso al tuo essere vulnerabile soprattutto se interpreti un patologo. Spero di continuare ad interpretare Ducky fino a quando sarò in grado di leggere il copione e di ripeterlo.
 

 

Come sono cambiati i tuoi fan?
Mi chiamano Ducky anziché il nome dell'altro personaggio. Katherine è mia moglie da 42 anni e negli Anni 60 era modella di moda. Compariva spesso su importanti riviste e quando i nostri figli sono cresciuti si sono stupiti che i loro genitori fossero entrambi considerate icone del passato. A parte questo, conduciamo una vita molto riservata. Oggi la gente è molto rispettosa e l'unico inconveniente del mestiere, se proprio vogliamo chiamarlo così è di carattere temporale. Se ad esempio ho un appuntamento alle 11 a New York  io esco 15 minuti (o anche più) prima dell'incontro perchè mi devo fermare per strada a parlare con la gente di NCIS. Di solito le persone mi dicono che amano il telefilm e ne discutiamo insieme. A me piace molto questo aspetto del lavoro...


 

E com'è cambiato il tuo approccio al lavoro con l'alta definizione?

Quando al mattino sono assonnato e non ho voglia di andare in sala make up, la truccatrice mi dice che oggi questo aspetto è ancora più importante perchè la gente vede tutto nei dettagli. Ti devi tagliare anche i peli dal naso per non sembrare un tricheco!

 

 

Cosa vedresti nel futuro di Ducky?
Innanzitutto un altro paio d'anni di lavoro all'NCIS. Nell'immediato invece ricordo una cena dopo la fine della stagione cinque a Hollywood Boulevard con gli sceneggiatori. Ho cercato di capire cosa pensassero di Ducky e ho proposto una bella scena d'azione che lo coinvolgesse in una sparatoria mozzafiato, ovviamente si sono messi tutti a ridere!

 



Di Francesco Foder

Somerhalder Ian


Bello e dannato

Il cattivo Damon al secolo l'ex Lost Ian Somerhalder il terzo incomodo, pardon protagonista di The Vampire Diaries

 

Ian, cosa ci puoi dire della serie?
Beh lo sapete il telefilm è basato essenzialmente sul triangolo amoroso tra me e mio fratello più giovane, Stefan.  Il nostro rapporto, lo avete visto, non è dei migliori visto che gli ho promesso di rendergli la vita miserabile dopo che lui l'ha resa a me 145 anni prima rubandomi la donna della mia vita.. . Così quando Stefan si trasferisce a...ed  incontra Elena, Damon decide di andarlo a trovare per mettergli i bastoni tra le ruote e fare in che modo che la felicità che ha appena incominciato a pregustare rimanga solo un sogno. Per me, cioè per Damon, è una questione d'onore deve mantenere la parola data... Insomma, non è certo un bravo ragazzo però devo dire che è un personaggio anche divertente e, in un certo senso, leggero da interpretare.


Hai più caratteristiche in comune con Damon e Stefan?
Mi piace pensare di poter averi i lati positivi di entrambi. In ogni caso si tratta di due personaggi davvero ben caratterizzati che si sposano molto bene e fanno in modo che il racconto sia sempre  divertente e coinvolgente. Almeno spero!



Alle ragazze piacciono i cattivi ragazzi dunque...
Beh certo le ragazze amano i cattivi ragazzi ma non solo: anche ai ragazzi piacciono i cattivi ragazzi perché sono divertenti da guardare e perché segretamente ognuno di noi vorrebbe essere un cattivo ragazzo. Però anche nei cattivi ragazzi, in ogni essere umano, anche in quello più spregevole, c'è un briciolo di umanità con la quale possiamo relazionarci...
 

Ci sono diversi effetti speciali?
In realtà non ci sono molti effetti speciali e per questo che è così figo recitare in  The Vampire Diaries. In compenso ci sono molte scene d'azione dove possiamo permetterci performance supereroistiche tipo volare o fare grandi balzi visto che, essendo vampiri  abbiamo poteri davvero straordinari.



Com'è lavorare con Nina (Elena)?

Fantastico, è veramente una delle persone più ricche di talento che conosca. Inoltre ama il suo lavoro ed è estremamente professionale in quello che fa.



Come vivi il tuo status di sex symbol?

Non ho mai sentito questa parola vicino al mio nome... E' sicuramente una cosa che mi fa piacere ma non saprei come rispondere alla tua domanda, anzi sento che sto per diventare tutto rosso...




Descrivi The Vampire Diaries in una parola

Complesso...



Cosa ci puoi dire del tuo ritorno in Lost?

Niente, assolutamente niente...
 



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